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    <title>dhamma &amp;mdash; Luca Schenato</title>
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    <pubDate>Mon, 18 May 2026 08:30:38 +0000</pubDate>
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      <title>Come i fiumi</title>
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      <description>&lt;![CDATA[&#xA;&#xA;L’Adige, il Po, il Ticino, il Reno, il Danubio. Sono tutti fiumi, ben riconoscibili e identificabili. Tuttavia, se ci pensiamo, è un po’ strano. L’essenza di un fiume, cioè la sua acqua, cambia constantemente, eppure quel fiume lo identifichiamo sempre come quello specifico fiume, con il suo nome e la sua identità. Potremmo dire che in realtà il fiume è il suo letto, ma senza acqua in realtà non è più un fiume, è un letto di un fiume in secca.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Spesso si sente dire che per il buddhismo il sé non esiste. In realtà il Buddha dice una cosa un po’ diversa, ossia che il sé è un’illusione perché è un insieme di cinque aggregati (forma, coscienza, etc etc) che emergono in modo dipendente uno dall’altro, in continuo cambiamento e assolutamente non eterni; come i fiumi. Quello che chiamiamo io sarebbe un insieme in continuo cambiamento che ci dà l’impressione che esista una cosa chiamata sé.&#xA;&#xA;Quasi ogni giorno la sera prima di cena o prima di andare a letto faccio meditazione, circa 30 minuti. Praticamente ogni giorno (se sono a casa) prendo il mio zabuton e il mio cuscino da sotto il letto, mi siedo davanti alla statuetta del Buddha (quella bellissima nella foto, è degli anni &#39;80, in ferro e viene dal Giappone) che ho sul comodino, chiudo gli occhi e inizio a meditare. Io sono uno scettico per natura, lo sono da quando all&#39;età di 8 anni ho capito che Babbo Natale non esisteva. Il mio approccio alla meditazione è stato quindi all&#39;insegna di un sano scetticismo. Da sano scettico, posso dire che la meditazione ha migliorato la qualità della mia vita. Persino mia moglie è arrivata a dirmi che si vede quando non medito; cioè, quando non medito per qualche giorno, divento più stronzo. Non sto dicendo che la meditazione sia un&#39;esperienza catartica, no, non succede nulla nella meditazione. I primi mesi ho fatto molta fatica perché non ne vedevo l&#39;utilità. Ma gradualmente, con il tempo, si costruisce una base di tranquillità e una mente rilassata che permette di concentrarsi sul qui e ora.&#xA;&#xA;Durante la meditazione mi soffermo spesso su questi aggregati che compongono il sé. Mentre sono con la mente (relativamente) concentrata sul qui e ora, è (relativamente) più semplice riflettere sull’illusione di un io permanente e immutabile. Trovo molto rilassante e confortante pensare a quello che si definesce io come a un flusso di diversi aggregati in costante cambiamento. Questo non vuol dire sminuire concetti molto importanti nella vita quotidiana come la responsabilità individuale ma mettere le cose in prospettiva: è salutare non essere ossessionati dal concetto di io; siamo aggregati, siamo connessi, siamo un flusso.&#xA;&#xA;Dhamma]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://i.snap.as/r067mpgG.jpg" alt=""/></p>

<p>L’Adige, il Po, il Ticino, il Reno, il Danubio. Sono tutti fiumi, ben riconoscibili e identificabili. Tuttavia, se ci pensiamo, è un po’ strano. L’essenza di un fiume, cioè la sua acqua, cambia constantemente, eppure quel fiume lo identifichiamo sempre come quello specifico fiume, con il suo nome e la sua identità. Potremmo dire che in realtà il fiume è il suo letto, ma senza acqua in realtà non è più un fiume, è un letto di un fiume in secca.</p>



<p>Spesso si sente dire che per il buddhismo il sé non esiste. In realtà il Buddha dice una cosa un po’ diversa, ossia che il sé è un’illusione perché è un insieme di cinque aggregati (forma, coscienza, etc etc) che emergono in modo dipendente uno dall’altro, in continuo cambiamento e assolutamente non eterni; come i fiumi. Quello che chiamiamo <em>io</em> sarebbe un insieme in continuo cambiamento che ci dà l’impressione che esista una cosa chiamata sé.</p>

<p>Quasi ogni giorno la sera prima di cena o prima di andare a letto faccio meditazione, circa 30 minuti. Praticamente ogni giorno (se sono a casa) prendo il mio zabuton e il mio cuscino da sotto il letto, mi siedo davanti alla statuetta del Buddha (quella bellissima nella foto, è degli anni &#39;80, in ferro e viene dal Giappone) che ho sul comodino, chiudo gli occhi e inizio a meditare. Io sono uno scettico per natura, lo sono da quando all&#39;età di 8 anni ho capito che Babbo Natale non esisteva. Il mio approccio alla meditazione è stato quindi all&#39;insegna di un sano scetticismo. Da sano scettico, posso dire che la meditazione ha migliorato la qualità della mia vita. Persino mia moglie è arrivata a dirmi che si vede quando non medito; cioè, quando non medito per qualche giorno, divento più stronzo. Non sto dicendo che la meditazione sia un&#39;esperienza catartica, no, non succede nulla nella meditazione. I primi mesi ho fatto molta fatica perché non ne vedevo l&#39;utilità. Ma gradualmente, con il tempo, si costruisce una base di tranquillità e una mente rilassata che permette di concentrarsi sul qui e ora.</p>

<p>Durante la meditazione mi soffermo spesso su questi aggregati che compongono il sé. Mentre sono con la mente (relativamente) concentrata sul qui e ora, è (relativamente) più semplice riflettere sull’illusione di un io permanente e immutabile. Trovo molto rilassante e confortante pensare a quello che si definesce <em>io</em> come a un flusso di diversi aggregati in costante cambiamento. Questo non vuol dire sminuire concetti molto importanti nella vita quotidiana come la responsabilità individuale ma mettere le cose in prospettiva: è <em>salutare</em> non essere ossessionati dal concetto di io; siamo aggregati, siamo connessi, siamo un flusso.</p>

<p><a href="https://luca-schenato.writeas.com/tag:Dhamma" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Dhamma</span></a></p>
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      <pubDate>Wed, 21 Aug 2024 02:07:45 +0000</pubDate>
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      <title>La ruota (del Dhamma) gira</title>
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      <description>&lt;![CDATA[&#xA;&#xA;Quando dico che sono moderatamente buddhista, intendo innanzitutto dire che culturalmente e filosoficamente sono d&#39;accordo con i principi fondamentali del buddhismo, ovvero le Quattro Nobili Verità.&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;Il dolore (dukkha) è inerente alla vita; ciò riguarda anche i momenti di soddisfazione e di serenità, in quanto essi stessi sono impermanenti.&#xA;&#xA;Il dolore non è colpa del mondo, del destino o di una divinità, né avviene per caso. Ha origine all&#39;interno di noi, essendo spinti dalla brama di ricercare la felicità in ciò che è transitorio.&#xA;&#xA;Per poter sperimentare la fine del dolore, bisogna abbandonare l&#39;attaccamento, l&#39;ingannevole scala di valori secondo cui ciò che è temporaneo è più desiderabile.&#xA;&#xA;Esiste un percorso pratico da seguire per emanciparsi dal dolore, ovvero l&#39;Ottuplice Sentiero (retta visione, retta intenzione, retta parola, retta azione, retta sussistenza, retto sforzo, retta consapevolezza, retta concentrazione).&#xA;&#xA;Che dire degli aspetti propriamente soprannaturali del buddhismo, come il sistema del karma o il ciclo delle rinascite? C&#39;è una corrente crescente di quello che possiamo chiamare generalizzando “buddhismo occidentale” che si basa principalmente sulla scuola Theravāda (in poche parole, quella che si basa sul Canone Pali e si concentra maggiormente sul Buddha storico e sui suoi insegnamenti). Questa corrente occidentale si concentra sull&#39;aspetto più laico del buddhismo, come la meditazione mindfulness e sugli aspetti in cui le neuroscienze e il buddhismo convergono, come il non-sé (anattā). In Asia invece, è fondamentale essere chiari, il buddhismo è una religione a tutti gli effetti. Anche nei paesi dove la tradizione Theravāda è maggioritaria, cioè il sud-est asiatico e lo Sri Lanka, ci sono riti, divinità locali, benedizioni, etc etc.. In Europa e America invece, fuori quindi dalle sue zone storiche, il buddhismo prende sfumature più laiche. Personalmente, tendo a disinteressarmi della parte devozionale; non la sottovaluto ma non mi interessa.&#xA;&#xA;Da quando l’ho studiato all&#39;università, ho sempre avuto un interesse per il buddhismo, in particolare appunto per quello della tradizione Theravāda. In poche parole, le varie scuole Mahāyāna hanno reso popolare il buddhismo con i bodhisattva, la devozione, le preghiere, i paradisi etc. etc. e non il nirvana come meta privilegiata. Con il Mahāyāna, il buddhismo diventa una religione più popolare. Il Theravāda, invece, si concentra maggiormente sulla salvezza personale, cioè sull&#39;interruzione di quello che in modo un po’ pressapochista viene chiamato “ciclo delle rinascite” attraverso il raggiungimento del nirvana.&#xA;&#xA;Io tendo a seguire i Cinque Precetti, che sono il sistema di moralità di base per i laici buddhisti:&#xA;&#xA;Non uccidere né gli esseri umani né tutti gli altri animali.&#xA;&#xA;Non rubare e prendere il non dato.&#xA;&#xA;Astenersi da una condotta sessuale immorale (definita dagli insegnanti moderni con termini quali responsabilità sessuale e impegno a lungo termine).&#xA;&#xA;Astenersi da falsità pronunciate o commesse con l&#39;azione, così come discorsi maligni e pettegolezzi.&#xA;&#xA;Astenersi da intossicazioni da alcol o droghe (questo è il precetto che seguo di meno, perché ogni tanto mi piace bere una buona birra o un cocktail).&#xA;&#xA;Sono una di quelle persone che pensano che la morale non sia incisa sul marmo della nostra coscienza ma sia piuttosto una costruzione frutto dell’evoluzione, una convenzione per vivere nella società. Ogni mattina mi alzo consapevole che la vita è sofferenza, ma decido che vale la pena di essere un membro della società comportandomi in modo rispettabile nei confronti degli altri esseri umani e di tutti gli altri esseri viventi. Il buddhismo mi aiuta in questo.&#xA;&#xA;Dhamma]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://i.snap.as/lu7NO7Tz.jpg" alt=""/></p>

<p>Quando dico che sono moderatamente buddhista, intendo innanzitutto dire che culturalmente e filosoficamente sono d&#39;accordo con i principi fondamentali del buddhismo, ovvero le Quattro Nobili Verità.</p>


<ol><li><p>Il dolore (dukkha) è inerente alla vita; ciò riguarda anche i momenti di soddisfazione e di serenità, in quanto essi stessi sono impermanenti.</p></li>

<li><p>Il dolore non è colpa del mondo, del destino o di una divinità, né avviene per caso. Ha origine all&#39;interno di noi, essendo spinti dalla brama di ricercare la felicità in ciò che è transitorio.</p></li>

<li><p>Per poter sperimentare la fine del dolore, bisogna abbandonare l&#39;attaccamento, l&#39;ingannevole scala di valori secondo cui ciò che è temporaneo è più desiderabile.</p></li>

<li><p>Esiste un percorso pratico da seguire per emanciparsi dal dolore, ovvero <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nobile_Ottuplice_Sentiero?wprov=srpw1_0" rel="nofollow">l&#39;Ottuplice Sentiero</a></strong> (retta visione, retta intenzione, retta parola, retta azione, retta sussistenza, retto sforzo, retta consapevolezza, retta concentrazione).</p></li></ol>

<p>Che dire degli aspetti propriamente soprannaturali del buddhismo, come il sistema del karma o il ciclo delle rinascite? C&#39;è una corrente crescente di quello che possiamo chiamare generalizzando “buddhismo occidentale” che si basa principalmente sulla scuola Theravāda (in poche parole, quella che si basa sul <strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pali_Canon" rel="nofollow">Canone Pali</a></strong> e si concentra maggiormente sul Buddha storico e sui suoi insegnamenti). Questa corrente occidentale si concentra sull&#39;aspetto più laico del buddhismo, come la meditazione mindfulness e sugli aspetti in cui le neuroscienze e il buddhismo convergono, come il non-sé (anattā). In Asia invece, è fondamentale essere chiari, il buddhismo è una religione a tutti gli effetti. Anche nei paesi dove la tradizione Theravāda è maggioritaria, cioè il sud-est asiatico e lo Sri Lanka, ci sono riti, divinità locali, benedizioni, etc etc.. In Europa e America invece, fuori quindi dalle sue zone storiche, il buddhismo prende sfumature più laiche. Personalmente, tendo a disinteressarmi della parte devozionale; non la sottovaluto ma non mi interessa.</p>

<p>Da quando l’ho studiato all&#39;università, ho sempre avuto un interesse per il buddhismo, in particolare appunto per quello della tradizione Theravāda. In poche parole, le varie scuole Mahāyāna hanno reso popolare il buddhismo con i bodhisattva, la devozione, le preghiere, i paradisi etc. etc. e non il nirvana come meta privilegiata. Con il Mahāyāna, il buddhismo diventa una religione più popolare. Il Theravāda, invece, si concentra maggiormente sulla salvezza personale, cioè sull&#39;interruzione di quello che in modo un po’ pressapochista viene chiamato “ciclo delle rinascite” attraverso il raggiungimento del nirvana.</p>

<p>Io tendo a seguire i Cinque Precetti, che sono il sistema di moralità di base per i laici buddhisti:</p>
<ol><li><p>Non uccidere né gli esseri umani né tutti gli altri animali.</p></li>

<li><p>Non rubare e prendere il non dato.</p></li>

<li><p>Astenersi da una condotta sessuale immorale (definita dagli insegnanti moderni con termini quali responsabilità sessuale e impegno a lungo termine).</p></li>

<li><p>Astenersi da falsità pronunciate o commesse con l&#39;azione, così come discorsi maligni e pettegolezzi.</p></li>

<li><p>Astenersi da intossicazioni da alcol o droghe (questo è il precetto che seguo di meno, perché ogni tanto mi piace bere una buona birra o un cocktail).</p></li></ol>

<p>Sono una di quelle persone che pensano che la morale non sia incisa sul marmo della nostra coscienza ma sia piuttosto una costruzione frutto dell’evoluzione, una convenzione per vivere nella società. Ogni mattina mi alzo consapevole che la vita è sofferenza, ma decido che vale la pena di essere un membro della società comportandomi in modo rispettabile nei confronti degli altri esseri umani e di tutti gli altri esseri viventi. Il buddhismo mi aiuta in questo.</p>

<p><a href="https://luca-schenato.writeas.com/tag:Dhamma" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Dhamma</span></a></p>
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      <pubDate>Fri, 05 Jul 2024 10:14:10 +0000</pubDate>
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